Quando il gioco si fa duro… Voglia di futuro, dubbi del presente
Farmacia Frezzato

Quando il gioco si fa duro… Voglia di futuro, dubbi del presente

 

Quando il gioco si fa duro… Voglia di futuro, dubbi del presente

Smarrimento, paura, incertezza del futuro, timore nelle decisioni, sono fra i principali sentimenti ed atteggiamenti che animano in questo periodo di pandemia gli operatori economici in tutti gli ambiti e contesti professionali. 

La farmacia, ancora una volta, si è ritrovata ad essere protagonista all’interno di un sistema sociale e sanitario impreparato e deficitario nell’affrontare le nuove istanze di salute, rappresentando l’unico ed il solo punto di riferimento stabile e disponibile verso la cittadinanza.

Ha quindi senso parlare di futuro, di mete, di scopi, di modelli organizzativi nuovi in questo contesto?

Ne parliamo con Laura e Paolo Frezzato, titolari della Farmacia Frezzato di Lavagna (Ge).

1. In tempi di complessità e turbolenza come quelli che stiamo vivendo a causa della pandemia, sembra quasi da ingenui parlare di mete e scopi aziendali. Qual è il vostro pensiero a riguardo?

Pensiamo che non dobbiamo mai perdere di vista chi siamo e cosa vogliamo fare da grandi. Lo scopo aziendale deve essere sempre un pensiero costante che ci guida per non perdere la strada intrapresa fino a questo momento e non farci sopraffare dagli eventi. Se la squadra con cui lavoriamo è ben allineata, sarà semplice superare questi momenti di difficoltà. Eventi macroscopici come la pandemia catalizzano energie, ma se noi abbiamo ben chiaro chi siamo e cosa vogliamo diventare, la pandemia non sarà un fattore giustificativo per dei risultati non attesi, ma un fattore di forza che ci permette di mettere in evidenza le nostre capacità nell’ attraversare momenti difficili e ottenere comunque l’avvicinamento al nostro obiettivo. La squadra è un’entità complessa, difficile da gestire se non si hanno ben chiari i vari ruoli. Ognuno deve avere le proprie responsabilità e tutti devono essere indispensabili per il raggiungimento della meta. Riteniamo che non è assolutamente da ingenui fissare degli obiettivi, in particolare in questi momenti, perché è la definizione di questi ultimi che poi di fatto allinea ogni decisione aziendale, aumentando di conseguenza la motivazione del gruppo, il quale invece di giustificarsi- dietro la seppur reale complessità del momento- si attiverà per definire nuove strategie e modalità di gestione. 

2. Qual è il modello di farmacia che avete immaginato con i vostri collaboratori per i prossimi anni?

Già prima del Covid avevamo condiviso con i nostri collaboratori l’idea di voler essere una farmacia riconoscibile sul territorio non tanto e non solo per la sua proposta commerciale, quanto per rappresentare un luogo di consulenza nel quale i bisogni espressi ed inespressi del paziente venissero accolti, compresi e risolti.

La pandemia in atto ha dato grande impulso a questa nostra visione, laddove le conoscenze specifiche di ognuno- declinate anche attraverso le responsabilità di reparto- sono diventate ancor più determinanti nella risoluzione dei nuovi problemi dei pazienti. Ora più che mai urge diventare farmacia dei servizi, luogo dove il paziente è accolto, ascoltato ed accompagnato nel suo percorso per mantenere il proprio stato di omeostasi. Ma tutto questo si ottiene solo grazie ad una squadra compatta e coesa che vuole crescere, formarsi e confrontarsi per una costante evoluzione. Si tratta di un nuovo modello che richiede tempo e sforzi per poter essere raggiunto ma che non è irrealizzabile se il drive fondamentale della squadra è la voglia di raggiungere la perfezione orientata all’eccellenza.

3. Seneca affermava che “La vita senza una meta, è vagabondaggio”. Cosa avete realizzato praticamente nella vostra farmacia per poter attivare le vostre mete aziendali e non essere succubi degli eventi?

La meta è il primo punto che si affronta in ogni incontro nella nostra farmacia. E per non perderla di vista ogni settimana incontriamo i nostri collaboratori per condividere con loro la situazione contestuale, analizzare i progressi che si fanno, ascoltare idee ed imparare da loro. Abbiamo generato una programmazione su base settimanale, mensile, stagionale ed annuale dove vengono misurati i progressi del raggiungimento della nostra meta. È in sostanza il mix costante fra tempo dedicato alla programmazione, confronto aperto sui progetti e analisi delle statistiche di produzione che garantisce il non navigare a vista per poter essere soggetti attivi del cambiamento e della turbolenza.

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