Il punto di vista di Luigi e Cristian Antignani, titolari della farmacia rurale Antignani di Atina (Fr)

Farma HiSkill: La complessità del “mondo farmacia” ha reso sempre più centrale il ruolo dei collaboratori; quali interventi avete messo in atto per migliorare le loro performance?

Dottor Luigi: Ormai lo sappiamo tutti: se i tempi sono cambiati, deve cambiare la gestione della farmacia, ed è per questo che ci siamo rivolti a chi nello specifico ci aiuta nell’impostazione di come dovrebbe essere la farmacia moderna in merito alla gestione dei collaboratori. Il primo cambiamento che abbiamo apportato in tal senso è partito dal modo di selezionare una nuova risorsa da aggiungere al nostro team. Mentre in passato i collaboratori li convocavo utilizzando le liste dell’Ordine e li facevo lavorare per capire e conoscerli, oggi, al contrario, abbiamo contattato ed intervistato diversi farmacisti e, con l’aiuto di strumenti tecnici e metodologie di intervista più approfondite, abbiamo scelto il collaboratore più adatto a noi come team ed alla nostra specifica realtà rurale. Una volta ricompattato il team, ci siamo occupati di armonizzarlo in modo che ognuno avesse una funzione specifica e si favorisse uno scambio reciproco con tutti gli altri colleghi. A seconda delle predisposizioni, ogni collaboratore ha avuto una sua specifica funzione e mansione. Questo ci ha permesso di ottenere sin da subito miglioramenti ad ampio raggio, nella gestione del cliente come del magazzino e nello sviluppo dei vari settori e reparti. Tutto questo ci ha portato un netto miglioramento organizzativo e allo stesso tempo abbiamo creato un ambiente tranquillo e sereno, in cui veramente si lavora in modo collaborativo e proficuo per tutti.

Dottor Cristian: Essenzialmente siamo partiti dal riconoscere e dare valore alle singole persone cogliendone le peculiari capacità e assegnando loro responsabilità, favorendo le singole professionalità in maniera più completa. Abbiamo ottenuto delle risposte e delle reazioni positive che si sono trasformate in motivazione ed efficenza.

HS: Molti titolari ritengono che la principale barriera alla crescita ed al miglioramento delle performance di un collaboratore sia rappresentata dal suo carattere: qual è il vostro pensiero a riguardo?

Dottore Luigi: Il fatto che ogni persona abbia un suo particolare carattere, noi lo vediamo come un grande vantaggio. É importante capire la persona, comprendere quali sono le sue qualità, individuare cosa preferisce fare e come pensa di farlo per permettere ad ognuno di esprimersi al meglio. Quindi il carattere non può e non deve rappresentare una barriera, ma bisogna orientarlo nella maniera giusta.

Dottor Cristian: Il carattere di un collaboratore di per sè non è un limite, anzi ti stimola ad entrare in comunicazione con le sue specificità: questo è uno sforzo che il titolare deve fare per il bene della sua farmacia. Nel carattere si nascondono dei limiti, ma anche dei potenziali pregi che vanno sfruttati in maniera proficua. Il fatto di riuscire ad entrare in comunicazione può favorire, come è successo a noi, tante nuove idee e nuove possibilità.

HS: In sintesi – in base alla vostra esperienza – se doveste dare tre suggerimenti ad un vostro collega titolare su come far crescere i collaboratori, cosa gli consigliereste?

Dottor Lugi: Parlare della mia esperienza di 50 anni dando consigli personali potrebbe risultare fuorvinate. È importante partire dall’esperienza ma bisogna essere consapevoli che siamo di fronte ad una “nuova farmacia” ed in questa nuovo modello i collaboratori devono assolutamente essere in sintonia con l’idea del titolare, il quale deve avere ben chiaro il progetto che intende perseguire per governarla. Si deve, quindi, avere un chiaro progetto da realizzare ed in base a quello far crescere le persone, delegandole, coinvolgendole e monitorando i risultati.
Il consiglio di un vecchio – e spero saggio farmacista- rimane quello di cercare sempre di armonizzare la squadra ed intervenire in caso di screzi ed anomalie per limare quelle piccole differenze che potrebbero creare incomprensioni e rallentamenti; per il resto è la chiarezza dei risultati che vogliamo ottenere in futuro il test di prova della nostra capacità gestionale !.
Mi rendo conto che una volta, in base agli insegnamenti di mio padre, bisognava e bastava dare l’esempio più giusto per far funzionare la squadra; oggi non basta più, e non è solo sicuramente l’esempio, la leva per far funzionare davvero un team. Bisogna occuparsi di fare squadra, armonizzarla e, aspetto- non di poco conto- far sì che questa sia sempre preparata frequentando corsi di aggionarmento di valore, che possano arricchire i collaboratori sia in termini professionali che relazionali sull’approccio da usare col cliente per migliorare le performance della farmacia.

Dottor Cristian: Mi vengono in mente tre consigli:
In primo luogo riguarda se stessi, ed è il provare a scrollarsi di dosso quelli che sono in qualche modo i pregiudizi. I propri punti di vista non sono necessariamente errati, ma a volte rappresentano un limite nel favorire lo sviluppo del potenziale inespresso dei nostri collaboratori.
Secondo consiglio: andare a ricercare, attraverso una comunicazione aperta e positiva, in ciascun collaboratore, quelle che possono essere le sue inclinazioni ed incastrarle al meglio con le necessità e gli obiettivi aziendali, facendo emergere nel team una comunione di intenti nelle diversità caratteriali.
Il terzo -nota dolente perchè il più difficoltoso ma fondamentale- è quello di andare sempre poi a verificare che quello che si è comunicato sia giunto all’interlocutore nella maniera corretta e si stia applicando come ci si aspetta, senza lasciare che le cose rimangano sospese; inoltre sarà altresì fondamentale che non ci si limiti a “dare una semplice spinta” aspettandosi poi che le persone procedano in maniera autonoma, ma assegnare loro chiari schemi di azione che orienti il risultato.

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