Alcune riflessioni su catene di distribuzione, sistema farmacie Italia e corporate identity.

“Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir… sogni ed unicità!”

Lo so! E’ come lanciare un cerino in un pagliaio…
Parliamo di catene, il tema che ormai imperversa in tutti i dibattiti ed i convegni della categoria.
È passato un anno dall’approvazione della “Legge sul capitale privato” e dopo un primo apparente momento di quiete, Mister X con la valigetta piena di soldi ha iniziato a bussare al “sistema farmacia Italia” alla ricerca di adepti pronti a seguirlo nella realizzazione di…un nuovo modello, nuovo progetto, nuovo format?
Avremo anche in Italia la bella (o brutta) copia delle faraoniche farmacie Boots di Londra o della Fifth Avenue di New York?
Forse! Ma quello che ormai tutti sappiamo e che non sarà più come ieri, ed indietro non si torna.
Spontanea a questo punto sorge l’associazione mentale: mi vengono in mente colossi come MacDonald o Virgin Active, gli imperatori, rispettivamente, del fast food e delle palestre.
Quando un po’ di anni fa questi colossi giunsero in Italia, diversi organi di stampa, in modo alquanto allarmistico, gridarono alla disfatta delle nostre trattorie piuttosto come delle palestre di quartiere, intravedendo nella loro presenza la capitolazione definitiva del “piccolo e di qualità”.
Non vi è dubbio sul fatto che a distanza di anni i loro scintillanti loghi ancora illuminano il territorio patrio, ma non mi pare che una disfatta dei “piccoli e di qualità” ci sia davvero stata, o quanto meno non totale, a significare che più forte e colossale è il competitor tanto più astuto e dinamico deve essere il “piccolo e fragile”: la storia di Davide e Golia, di millenaria memoria, docet!
Personalmente non ho la sfera di cristallo e, al di là delle più o meno approfondite analisi di mercato e dei suoi trend, in questo momento possiamo azzardare ipotesi e timide strategie per affrontare il futuro mentre la parola magica ormai ricorrente è: facciamo sistema, facciamo rete, facciamo catena!
Catena, appunto…!
Ma catena di solidarietà professionale o di unione alla “mal comune mezzo gaudio”? Catena di progettualità o accorpamento funzionale a strappare un centesimo di sconto dalle ditte fornitrici? Catena di qualità o di quantità?
Al di là dei roboanti proclami, come al solito sarà l’esperienza e le scelte dei prossimi anni che dimostreranno le reali intenzioni della categoria nonché, se la scelta aggregativa sarà più di qualità o quantità.
Ho solo una perplessità di fondo e non attiene esclusivamente i farmacisti ma i professionisti in genere del nostro Paese (ingegneri, avvocati, commercialisti, biologi, agronomi, ecc.): la cultura italiana non ha maturato in questi anni una reale visione solidaristica delle professioni e se da un lato il nostro Paese non contempla la presenza di studi professionali di centinaia di professionisti -vedi modello americano- di converso taluni tentativi di creare delle reti fra professionisti puntano, alla fine, sul fattore prezzo come leva predominante, facendo vivacchiare tanti mentre quelli davvero bravi crescono.
Vivacchiare come essere i migliori è una scelta, ma una cosa l’ho capita: i migliori sono anticonformisti, unici, eccellenti ma soprattutto caratterizzati da una chiara idea di business.
Di cosa sto parlando?
Consultiamo un vocabolario di marketing; alla parola corporate identity leggiamo:
La corporate identity è la risultante di una serie di elementi intangibili e tangibili che caratterizzano l’azienda e portano alla sua riconoscibilità sul mercato, definendone il ruolo in relazione ai bisogni che vuole soddisfare e ai valori o modelli di comportamento che intende promuovere. (glossariomarketing.it)
Scomponiamo questa definizione ed applichiamola in farmacia, caro titolare.

1. Elementi intangibili. Prova a rispondere a questa domanda: cosa vorresti che si dicesse in giro di te e della tua farmacia sul mercato? In cosa vorresti essere riconosciuto come unico? Ti do un suggerimento: non parlarmi di professionalità e cordialità, ti prego, me lo dicono tutti! Alcuni tuoi colleghi mi hanno scritto: vogliamo essere una boutique della salute, vogliamo essere la farmacia dei sani, una farmacia olistica.
2. Elementi tangibili. In quali progetti di sviluppo della farmacia si sostanzierà la tua visione di farmacia? Quali reparti/servizi la identificano oggi e quali la identificheranno domani? E soprattutto, in termini di programmazione commerciale della tua attività, quali saranno gli indicatori di produzione presenti e futuri che ti diranno che stai andando nella giusta direzione?
3. Ruolo in relazione ai bisogni del mercato. Se il reparto cosmetico o quello galenico rientrano nella tua corporate identity, quali sono i mezzi e gli strumenti più idonei e funzionali ad intercettare quella tipologia di clienti? Facebook non può rappresentare la panacea per tutte le iniziative della farmacia, e quindi una serata organizzata nella locale sezione “alpini in pensione” per parlare di problemi cardiovascolari o un incontro presso la scuola materna della zona con i genitori per parlare di prevenzione per l’inverno può risultare molto più funzionale.
4. Modelli di comportamento da promuovere. Chi sono i principali, e soprattutto più importanti, promotori della tua corporate identity ? Ovviamente, i tuoi collaboratori! E quindi, se nella tua visione di farmacia hai identificato il reparto dell’integrazione sportiva o il “mondo mamme”, hai in casa collaboratori “super formati e performanti” nella capacità di consiglio in questi ambiti? Se il “guru” degli sportivi non lo hai, evidentemente lo devi formare grazie ad un chiaro programma di qualificazione tecnica o al contrario dovrai selezionarlo.

Una corporate identity non è un generico desiderio di crescita o di sviluppo, ma definisce le linee guida entro cui definire un processo di identificazione sul territorio; in tal senso una chiara identità ti rende imprenditorialmente competitivo e professionalmente unico, e qui il territorio e le sue opportunità, non rappresentano l’unico elemento che favorisce od ostacola il progetto; è la qualità della tua meta completata con un chiaro schema di azione che detti ritmi e tempi del progetto a creare differenza.
Ai tuoi punti di vista ed alle tue idee il potere di trasformare desideri in obiettivi!

Michele Ciccolella FarmaHiSkill